ALCOLISMO E DIVORZIO

L’alcolismo è una delle piaghe più preoccupanti degli ultimi decenni: sintetizzare, in poche righe, tutti i rischi connessi all’abuso e alla dipendenza da bevande alcoliche è quasi impossibile. Si va dalle patologie croniche, potenzialmente mortali, a quelle psicologiche, passando, inevitabilmente, per un peggioramento complessivo della vita relazionale e lavorativa degli alcolisti. Uno degli ambiti più strettamente toccati dal fenomeno è quello matrimoniale: l’alcolismo, infatti, può determinare la crisi del rapporto di coppia e, conseguentemente, può essere considerato dalla legge come giusta causa di addebito per le separazioni.

L’alcolismo e i suoi effetti

Oggi effettivamente classificato come “malattia cronica”, l’alcolismo rappresenta una condizione patologica in cui un soggetto è affetto da rilevanti alterazioni psico-fisiche, dovute principalmente all’ossessiva e costante ricerca di sostanze alcoliche e alla semi-permanente condizione di ubriachezza provocata dal consumo periodico di altissime quantità di alcol.

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Al pari di ogni altra dipendenza, e complice anche una mai troppo pervicace politica repressiva del fenomeno, l’alcolismo rappresenta una delle condizioni più deleterie per la salute fisica e relazionale della persona. Dal primo punto di vista, infatti, il consumo abituale di bevande alcoliche in grandi quantità incrementa esponenzialmente il rischio di patologie croniche, quali ulcere e disturbi gastrici; inoltre, lo stato di perdurante intossicazione da alcol determina un incremento dei rischi connessi alle più diverse attività quotidiane: non a caso, l’ubriachezza rappresenta una delle prime cause di incidenti automobilistici. Infine, lo stato di dipendenza dell’alcolizzato provoca comportamenti ossessivi e aggressivi, mentre brusche interruzioni nel consumo conducono a tutti i sintomi tipici dell’astinenza, come tachicardia, nausea, allucinazioni, e così via.

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Le implicazioni sulla vita affettiva

Un tale quadro di alterazione fisica non può non determinare anche delle rilevanti ripercussioni sul panorama affettivo, relazionale e lavorativo del soggetto. La condizione di alcolizzato, infatti, interferisce su più piani della vita sociale e lavorativa, condizionando in modo negativo le capacità individuali, l’autocontrollo, l’uso proporzionato della violenza (verbale e fisica), nonché l’abilità del soggetto di frenare gli impulsi e di gestire i propri sentimenti. Non a caso, è molto frequente che gli alcolisti oscillino da un comportamento aggressivo ad uno stato di forte depressione: ciò è dovuto all’effetto dell’intossicazione che l’alcol produce sul sistema nervoso centrale, che conduce ad un’alterazione profonda dei pensieri, delle emozioni e della capacità di giudizio del soggetto.
E’ evidente che, in presenza di un tale ventaglio di alterazioni, la vita relazionale sia la prima a risentirne: non solo l’alcolista, ma anche la sua famiglia e, più in generale, il suo mondo vengono pesantemente influenzati dal fenomeno.

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Alcolismo e crisi del matrimonio

Se questo è vero, è chiaro che uno degli ambiti su cui più profondamente incide l’alcolismo è quello matrimoniale. Con la relazione di coppia inevitabilmente frustrata dalla condizione di uno dei due coniugi, è inevitabile, inoltre che l’alcolismo possa determinare la crisi del rapporto matrimoniale.
Se si analizza l’insieme delle norme che regolano il matrimonio, secondo la legge civile, emerge l’alto grado di incompatibilità tra la condotta tipica dell’alcolizzato con i doveri nascenti dal matrimonio: infatti, un soggetto che presenta i caratteri tipici dell’alcolista difficilmente potrà assistere moralmente e materialmente il coniuge, nè può escludersi ogni altro tipo di comportamento di carattere violento, oppressivo e intollerante nei confronti del partner.
Tutti questi fattori possono rendere assolutamente impossibile la vita di coppia: che si tratti del marito o della moglie, l’alcolismo altera inevitabilmente la convivenza coniugale, spingendo il partner, prima o poi, verso la scelta della separazione e del divorzio.

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Addebito della separazione a causa dell’alcolismo del coniuge

Quanto stiamo dicendo non è ignoto alla giurisprudenza, che non a caso ha qualificato l’alcolismo del coniuge come uno dei presupposti per poter procedere ad una condanna di separazione con addebito.

Tuttavia, la pronuncia in questione è sottoposta all’apprezzamento del giudice, che dovrà attentamente valutare il nesso di causalità tra alcolismo e divorzio, e cioè tra il fatto che uno dei coniugi sia alcolista e l’impossibilità a proseguire la vita matrimoniale. Infatti, come ha chiarito recentemente la Cassazione, deve emergere che non vi siano altre alternative che possano comportare un recupero della stabilità affettiva e relazionale alla base del matrimonio. Un esempio in tal senso è il tentativo, da parte del coniuge alcolista, di curarsi e riacquisire così la padronanza sulla propria vita: in questo caso, ad esempio, il giudice potrebbe essere portato a ritenere transitoria e non colpevole la condizione di alcolismo e non concedere l’addebito.

Ciò non toglie che il matrimonio possa comunque naufragare, dal momento che il partner potrebbe non voler più rischiare di trovarsi nella condizione di subire i comportamenti ossessivi del marito o della moglie. In questo caso, perché si possa procedere ad una condanna di addebito è necessario dimostrare che l’alcolismo rappresenti la causa effettiva che ha reso impossibile continuare la convivenza tra coniugi. In altri termini, è necessario escludere la possibilità che l’alcolismo rappresenti una mera conseguenza: ad esempio, potrebbe ben emergere come il ricorso all’abuso di alcolici sia nient’altro che uno sfogo cui il partner ricorre per alleviare le frustrazioni derivanti da un legame giunto ormai al suo termine.

Cosa ben diversa è quella in cui il fenomeno risulti presente a prescindere e, soprattutto, si protragga per molti anni: in questo caso, infatti, si tratta di una fattispecie pre-esistente alla crisi di coppia, normalmente corrispondente, anzi, alla causa di quest’ultima. E’ proprio in questa circostanza che la condizione di stress, di insicurezza e di sfaldamento dell’unione coniugale può costituire presupposto per la pronuncia di addebito a carico del coniuge alcolizzato.


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