Incidenti stradali: chi può richiedere risarcimento in caso di gravi lesioni o di decesso?

13 Maggio 2018|Articoli, Risarcimento danni|

incidenti stradaliGli incidenti stradali, purtroppo, possono comportare delle conseguenze davvero molto gravi, dalle lesioni con invalidità gravissima alla morte della vittima. In tali sciagurate ipotesi, chi ha diritto a ottenere il risarcimento dei danni?

E’ pacifico che i familiari di una persona che a seguito di un incidente ha perduto la vita oppure ha subito gravi lesioni possano chiedere il risarcimento dei danni patrimoniali e morali, ovviamente a condizione che il congiunto non abbia avuto responsabilità esclusiva nel verificarsi dell’incidente. Da questo punto di vista gli esempi possono essere diversi: nel caso in cui, in un incidente stradale, perda la vita un genitore, i figli possono richiedere un risarcimento anche per il danno economico subito, in alcuni casi anche laddove essi siano maggiorenni ed economicamente indipendenti. Si pensi ad esempio al genitore che, a seguito del decesso o delle gravissime lesioni, non potrà più realizzare i guadagni di cui nella loro manifestazione e realizzazione sociale ne beneficiavano anche i figli e la moglie. In tal caso è evidente che il danno patito dai familiari della vittima, deceduta o rimasta gravemente ferita, siano anche di natura economica, e non solo morale. Non di meno, però, anche un disoccupato senza reddito ha delle perdite economiche che vengono parametrate su una base di calcolo rapportata al triplo della pensione sociale. Purtroppo la natura strettamente divulgativa di questa sede non ci consente di approfondire l’ampissimo tema del risarcimento danni da incidente stradale, il quale necessiterebbe di aprire un capitolo per ogni parola del presente articolo. Avremo però modo in altre occasione di sviluppare approfondimenti, tra i quali il risarcimento della perdita di chance, argomento particolarmente amato da chi scrive.

Ma ritornando al tema odierno, è necessario evidenziare quanto sia altrettanto pacifico che la possibilità di richiedere un risarcimento non riguarda esclusivamente aspetti economici, ma anche ulteriori danni di natura biologica. La richiesta di risarcimento può essere avanzata, ad esempio, nel caso in cui il trauma e il dolore subito dal parente a seguito del triste evento abbiano comportato l’insorgere di problemi psicologici (da non confondere con la semplice sofferenza, seppur dolorosissima); in tal caso ovviamente è necessario riuscire a comprovare il danno subito. Ma non solo. Oltre al danno morale o a quello biologico, potrebbero con molta probabilità insorgere ulteriori danni. Ad esempio, la vittima è rimasta gravemente lesionata e necessita di particolari e costosissime protesi o di costante e diuturna (o perenne) assistenza medica e infermieristica, oltre a quella domestica. Oppure, si pensi se a seguito della grave invalidità la vittima dovesse necessariamente adeguare tutta la propria abitazione alle proprie nuove necessità fisiche e logistiche.

E’ bene ricordare, per ultimo, che a poter avanzare le richieste risarcitorie non sono soltanto i parenti in senso stretto, ma finanche i conviventi more uxorio. E’ ormai prassi consolidata che la figura del convivente  venga giuridicamente equiparata, in questi casi, a quella del congiunto, quando è dimostrabile che la relazione di convivenza è contrassegnata dalla stabilità della coppia e dalla reciproca assistenza materiale, morale e spirituale.

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