La ragion d’essere del regolamento di condominio

6 Luglio 2015|Diritto Condominiale|

Il condominio rispecchia la società in cui viviamo. Esso, infatti, è un microcosmo che rappresenta la collettività e come tale deve essere regolato, per far sì che predomini l’ordine e la pace tra gli abitanti del palazzo.

Come ci ricordano ancora oggi gli insegnamenti di illustri filosofi giusnaturalisti, ad esempio Locke, Hobbes od infine Rousseau, per citare i più noti, un insieme di persone, senza norme atte a regolare il loro vivere quotidiano, saranno preda del caos e della sopraffazione del più forte sul più debole.

E’ necessaria dunque la presenza di un contratto sociale che disponga regole certe, facilmente azionabili ed il più possibile eque, per far sì che regni l’accordo. Anche se i menzionati illustri pensatori si riferivano alla società tout court, è evidente che si possa dire lo stesso anche riguardo la vita in un Condominio il quale, come accennato poc’anzi, è una piccola comunità che senza regole è destinata a diventare una baraonda litigiosa (homo condòmini lupus).

ragion d'essere

È di tutta evidenza che le poche disposizioni del codice civile, predisposte per regolare l’intera vita di condominio, non bastano, sia perché scarne, sia perché generali e spesso non idonee a normare casi specifici e peculiari. Sono necessarie disposizioni pensate per il contesto che si vuole regolare, per il singolo stabile, unico nel suo genere. Lo stesso regolamento di condominio probabilmente non potrebbe essere utilmente applicato allo stabile in centro città, composto da un palazzo storico, e ad una nuova costruzione in periferia.

Il regolamento condominiale ha quindi la funzione di prevedere delle regole utili al miglior godimento del condominio appositamente statuite per la realtà che andrà a regolare, ma ha anche la missione di disciplinare al meglio l’uso delle parti comuni del singolo stabile e rendere al massimo pacifica e godibile la vita nel palazzo.

Riservandoci una trattazione più ampia, è bene in questa occasione ricordare che, ai sensi dell’art. 1138 I comma del c.c., modificato dalla L. 220/2012, il regolamento è obbligatorio per gli stabili con più di dieci condomini, mentre sotto questa soglia può essere comunque assunto dai proprietari per una scelta di miglior pianificazione e organizzazione  del palazzo.

A presto! L’avvocato sempre con te!


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