I condomini morosi. Cosa fare?

23 Giugno 2015|Diritto Condominiale|

Uno dei compiti principali dell’amministratore, come dispone l’art. 1130 comma I, al punto 3 c.c., è recuperare dai proprietari le somme per provvedere alla gestione del condominio e alla manutenzione, sia ordinaria sia straordinaria, e per erogare i servizi comuni. Molte sono le spese a cui l’amministratore deve far fronte: la stessa retribuzione del professionista incaricato di gestire il condominio, la manutenzione e la cura del giardino, dell’ascensore, le spese di pulizia delle scale, la manutenzione del tetto, il pagamento delle forniture della luce, dell’acqua e del gas…

Assicurare il completo pagamento delle rate condominiali è tra i compiti più tignosi in capo all’amministratore, il quale spesso si trova ad affrontare la problematica dei condomini morosi. Tutto ciò va ovviamente a scapito della gestione del Condominio, in quanto l’amministratore si troverà a non poter affrontare il pagamento dei fornitori, con il conseguente rischio della cessazione dei servizi da parte dei medesimi. Non solo, il mancato pagamento delle rate ingenera anche il malcontento tra quei partecipanti al condominio che provvedono puntualmente al pagamento delle somme richieste e che giustamente non vogliono che i servizi vengano meno, a causa degli inadempimenti dei condomini.

Quindi, per porre fine o almeno cercare di limitare il perdurare di situazioni così problematiche per i proprietari, l’articolo 1129 comma 9 del codice civile sancisce in capo all’amministratore l’obbligo di provvedere alla riscossione, anche forzosa, dell’ammontare dovuto dai condomini morosi entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio in cui viene ricompreso il debito, salvo che l’assemblea abbia espressamente dispensato l’amministratore da tale obbligo.

Per adempiere al proprio dovere in modo ineccepibile l’amministratore deve, per prima cosa, stilare il rendiconto condominiale convocando l’assemblea l’assemblea per la sua approvazione entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio.

Il rendiconto diventa infatti  documento indispensabile alla riscossione del credito poiché esso consente all’amministratore di avere un quadro preciso dei pagamenti effettuati da ogni condomino,  di aver chiaro chi di essi è moroso e soprattutto di ottenere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo nei loro confronti.

Il ricorso per decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, per cause di valore non superiore a 5.000 euro, può essere depositato presso il Giudice di Pace nel circondario in cui è situato il Condominio, diversamente dovrà essere depositato avanti  il Tribunale. Infatti, dopo che l’avvocato incaricato ha iscritto la causa, il Giudice controlla i documenti e il ricorso ed emette decreto che, ai sensi dell’art. 63 I comma disp. att. c.c. è immediatamente esecutivo. Questo permette all’amministratore di intraprendere senza indugio la fase esecutiva ed assicurare il compimento di tutte le formalità per la riscossione del credito, sempre con l’assistenza di un avvocato.

spese condominiali (2)

Si rileva inoltre che la problematica dei condomini morosi va anche a scapito dello stesso amministratore poiché, nel caso in cui non si attivasse prontamente per il recupero delle somme, potrebbe essere revocato per gravi irregolarità, come sancito dall’art. 1129 al comma XI c.c., che, essendo una una clausola aperta, potrebbe essere applicata all’amministratore che non si adopera nei confronti dei condomini morosi.

Per ultimo, ricordiamo che anche l’aver omesso di curare diligentemente l’azione e la conseguente esecuzione coattiva è motivo di revoca per gravi irregolarità da parte dell’Amministratore, come espressamente sancito dall’art. 1129, comma XII, al punto 6 c.c.. Questa scelta riflette un’altra ragione, ritenuta dal Legislatore meritevole di tutela: impedire e sanzionare il comportamento dell’amministratore inaffidabile che, per incuria, lascia decadere un’azione giudiziaria, arrecando danno al condominio.

A presto! L’avvocato sempre con te!


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