Amministrazione di Sostegno: che cos’è?

8 Gennaio 2018|Articoli, Diritto di famiglia|

amministrazione di sostegnoQuello dell’Amministrazione di Sostegno è un istituto molto interessante e poco conosciuto seppure sempre più adoperato, scopriamo subito dunque di che cosa si tratta.

Il concetto di Amministrazione di Sostegno, introdotto nell’ordinamento nel 2004, ha come finalità primaria di tutelare i soggetti che, per via di problematiche di carattere temporaneo o permanente, non sono in grado di curare i propri interessi in modo autonomo. Pensiamo in particolare alle persone anziane quando perdono le loro capacità cognitive (in caso di di senilità, morbo di Alzhameir, etc ) o ai disabili che non siano in grado di badare a loro stessi.

Tutela dei soggetti non autonomi

Nello specifico l’Amministrazione di Sostegno consente alla persona che beneficia di tale istituto di poter agire liberamente, affiancandola esclusivamente nella gestione di situazioni in cui si ritiene che il beneficiario non possa curare autonomamente tutti i propri interessi.

L’Amministratore di Sostegno ha dunque il delicato compito di compiere determinati atti che il beneficiario non potrebbe compiere in modo autonomo. Il compito dell’Amministratore di Sostegno è quindi sempre diverso a secondo delle particolari necessità di uno specifico beneficiario e tale compito va definito in modo preciso dal Giudice Tutelare. Infatti è competenza del Giudice Tutelare individuare la durata e l’oggetto dell’incarico dell’Amministratore, gli atti di competenza del beneficiario e quelli per i quali il beneficiario necessita dell’assistenza dell’amministratore nonché quelli che quest’ultimo dovrà compiere in luogo del beneficiario in nome e per conto suo, i limiti di spesa e ogni altre condizioni che l’Amministratore di Sostegno dovrà rispettare.

A tal fine, prima di nominare un Amministratore di Sostegno, il Giudice Tutelare deve controllare che il beneficiario non sia effettivamente in grado di provvedere al proprio interesse e convoca quindi l’interessato (che quindi deve recarsi in Tribunale) oltre ad assumere se del caso ogni ulteriori informazioni e disporre accertamenti anche medici.

I compiti dell’Amministratore di Sostegno

L’Amministratore di Sostegno, nel compiere gli atti di gestione ad esso demandati; dovrà tenere strettamente in considerazione i bisogni e le aspirazioni del beneficiario e rispettare le prescrizione del Giudice Tutelare. Ed al fine di consentire al Giudice Tutelare di verificare il corretto operato dell’Amministratore, quest’ultimo ha l’onere di depositare una relazione sulla gestione patrimoniale presso l’Ufficio del Giudice Tutelare competente ogni anno.

Il ricorso per la nomina dell’Amministratore di Sostegno può essere presentato dal beneficiario stesso o da familiari o anche dai servizi sanitari e sociali. Il Giudice Tutelare sceglie l’Amministratore preferibilmente nell’ambito familiare del beneficiario, nominando ad esempio il coniuge o il convivente, i parenti entro il quarto grado, gli affini entro il secondo grado, oppure da un Pubblico Ministero se non vi sono parenti o in caso di conflitti tra parenti.

Nella domanda è necessario indicare tutta una serie di informazioni, quali in particolare le generalità del beneficiario, le ragioni per cui si ritiene che debba fruire di tale istituto, gli atti negoziali o di rilievo giuridico ai quali si ritiene che il soggetto non possa provvedere autonomamente, il nominativo e domicilio dei parenti prossimi del beneficiario e la sua situazione lavorativa e patrimoniale. Sarà necessario produrre i documenti di identità di richiedente e beneficiario, unitamente a tutta la  documentazione medica e patrimoniale relativa al soggetto che dovrà fruire dell’istituto.

Attenzione quindi a non confondere l’istituto dell’amministrazione di sostegno con quello del tutore riservato ai casi piu gravi di incapacità gestionale totale.


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