Recupero Crediti: Danno da Alienazione Parentale

8 Aprile 2019|Recupero crediti|

RECUPERO CREDITI: DANNO DA ALIENAZIONE PARENTALE

recupero crediti alienazione parentaleNonostante i termini possano confondersi   in epoca attuale sembra utile distinguere tra danni cd endofamiliari e danni cd esofamiliari.

Ci occupiamo oggi di una tipologia  di danni cd “endofamiliari” ; con ciò intendendosi tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali che derivano dai comportamenti e dalle condotte di un proprio familiare.

Posti in essere per lo più volontariamente  e lesivi della dignità  o di altro diritto fondamentale, appunto,  di un componente della famiglia.

Insomma un danno cagionato da un familiare nei confronti di altro familiare.

Ovviamente la connotazione e le tipologie del danno così inteso possono assumere varie forme: lesione al diritto alla salute, lesione al diritto di poter svolgere il proprio ruolo di genitore, il diritto del minore alla bigenitorialità e così via.

I casi quindi sono numerosi, di grande attualità  e diversi l’uno dall’altro.

Ad esempio la violenza fisica e psicologica in caso di separazione o divorzio, un tradimento, un atto volto a ledere l’integrità psicofisica del coniuge o del convivente (con riflessi anche per ciò che può riguardare la sua attività lavorativa),  il disinteresse morale e materiale nei confronti di un figlio.

Per le conseguenze dannose derivanti da questi fatti illeciti  nelle aule giudiziarie viene quindi spesso accolta, corredata da documentazione  e per lo più da perizie , la domanda di risarcimento per il danno ricevuto; quindi sostanzialmente, una volta accertato e liquidato, una sorta di recupero crediti per  danni subìti.

Il danno endofamiliare così strutturato comprende quindi tutti quegli  atti  illeciti che coinvolgono il rapporto tra genitori e figli e tra genitori in quanto tali; con particolare riferimento ed attenzione  alla violazione delle regole sulla bigenitorialità da cui  scaturisce per lo più  il tema trattato nel presente articolo.

Chiaro che le problematiche si inseriscano in situazioni di crisi familiare sottese a pronunce su affidamento dei figli minori in caso di separazione, divorzio o cessazione della convivenza.

L’Italia nello specifico non ha una precisa legislazione in materia di “alienazione genitoriale” . Questo per lo più perché ancora in tempi recentissimi si ritiene che la stessa non abbia sostegno scientifico certo né, in fondo, rilevanza clinica tale da poter essere considerata una patologia e, dunque, essere con certezza inclusa tra i cd “disturbi mentali”.

Attualmente quindi in cause di separazione divorzi parecchio conflittuali  il riconoscimento di una distorta dinamica di rapporti genitori-figli o tra genitori  viene considerata a seconda della discrezionalità del Giudice e delle risultanze delle perizie a ciò sottese.

In questi ultimi giorni la tematica è diventata di nuova attualità con il tanto discusso ddl Pillon.

Insomma un disegno di legge volto a voler regolamentare, oltre che con la mediazione obbligatoria tra genitori in via di separazione  e tempi paritari di affido così come con  mantenimento diretto senza automatismi,  la complicata materia superando il rischio della cd “alienazione parentale”.

Dovendo il tutto essere ricondotto  comunque  ad un criterio  scientifico – anche per poi  valutare correlazione con danni, risarcimenti e richieste di denaro a fronte di CTU – per semplificare la cd “sindrome” nota anche come PAS (Parental Alienation Syndrome) sarebbe quindi una sorta di  presunta malattia psichiatrica cui possono soffrire i figli delle coppie separate ; figli che verrebbero manipolati da uno dei genitori in danno dell’altro con l’obiettivo di estraniarli dal mondo affettivo e relazionale, appunto,  dell’altro genitore.

Viene chiamata anche “sindrome della madre alienante” o “complesso di Medea” perché solitamente, e ciò si legge nelle vertenze dei Tribunali, solitamente a porre in essere questa opera di denigrazione e demolizione sarebbe per lo più la madre.

Certamente anche con ausilio di consulenti, per lo più psicologi e terapeuti, il danno arrecato seppur di ovvia gravità sotto appunto l’aspetto psicologico e comportamentale  non sembra di facile determinazione in corso di causa.

Alcuni criteri delle separazione e divorzi ad alto tasso di conflittualità possono essere indicatori di sussistenza di alienazione parentale.

Tanto per esemplificare: il minore riferisce eventuali abusi o comportamenti distonici  o lesivi di un genitore solo in presenza dell’altro;  esistono contraddizioni ripetute tra ciò che riferisce il minore oggetto di contesa tra coniugi ed uno solo dei genitori; il genitore di riferimento partecipa all’opera di denigrazione dell’altro con vivacità di linguaggio, offese e parolacce; il minore tende ad essere manipolato ed a manipolare a sua volta la realtà e  a piacimento e sempre in danno dello stesso genitore.

Altri indici in via pratica di probabili  comportamenti alienanti:

  • Difficoltà di distacco nel momento in cui il figlio si separa dal genitore alienante per trascorrere il periodo di visita con l ‘altro genitore (alienato) seppur  il tutto previsto nelle condizioni di separazione;
  • Comportamento ostile ed antagonistico o distruttivo durante la visita presso il genitore alienato;
  • Legame patologico e paranoico con lo stesso genitore che ostacola rapporti con l’altro e la sua famiglia d’origine;
  • Legame forte e significativo sotto un profilo sia materiale sia affettivo con il genitore alienato prima che si verificasse il processo (cd lavaggio del cervello) di alienazione.

Certamente saranno determinanti anche l’età ed il grado di maturità del minore; con ciò non potendosi anche al fine della responsabilità accertata e danni patiti e da risarcire essere equiparati ad es. un minore di anno 6 con uno di anni 15 ed oltre  (criterio cd del “pensatore indipendente” a seconda dell’età e  della situazione  socio-culturale del nucleo familiare ).

Altri sintomi primari dell’alienazione – da provare in Tribunale:

  • Campagna di denigrazione : nella quale il minore mima e scimmiotta i messaggi di disprezzo nei confronti di un genitore. In una situazione normale, seppur in corso di separazione, ciascun  genitore non dovrebbe permettere  che il figlio esibisca ripetutamente mancanza di rispetto nei confronti di un genitore manifestandone disprezzo. Nella PAS invece il genitore “colpevole” di PAS non mette mai in discussione tale mancanza di rispetto, ma addirittura arriva ad incoraggiarla;
  • Razionalizzazione debole dell’astio: il minore spiega le ragioni del suo disprezzo ed astio nei confronti di un genitore con motivazioni illogiche , insensate o anche superficiali ;
  • Mancanza di ambivalenza: il genitore rifiutato e deriso viene descritto dal minore come “completamente negativo” mentre l’altro  viene descritto come “completamente positivo”.

 

Quindi allo stato l’alienazione parentale dovrà essere provata in Tribunale   essendo ad oggi un concetto giuridico che il Giudice è tenuto a valutare con i comuni mezzi di prova a prescindere dalla validità scientifica o meno di tale patologia che, laddove provata, può comportare l’inversione del collocamento del figlio minore ed il risarcimento dei danni subìti.

Certamente trattandosi di fattispecie appunto “endofamiliari” saranno determinanti in causa , oltre a perizie  e consulenze  a carattere psicologico, altresì   testimonianze di altri familiari,  insegnanti, educatori o chiunque altro  detenga con il minore ed il nucleo familiare rapporti significativi nel tempo. E possa e debba assistere alle distonie comportamentali a seguito della separazione tra coniugi e , quindi, problematiche anche di gestione del rapporto genitoriale.

Nei casi più complessi e delicati  il Giudice oltre ad eventualmente stabilire ed accogliere la domanda di risarcimento danni  – sia nei confronti del minore  per danno al diritto alla bigenitorialità sia nei confronti  dell’altro genitore per sofferenze e danni  arrecati alla stregua di una sorta di pseudo credito –  può  decidere , in via precauzionale e sino a risoluzione del conflitto, l’affidamento del minore ai Servizi Sociali.

 

L’avvocato sempre con te

 

richiedi consulenza legale


Hai trovato interessante questo articolo?
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 votes, average: 5,00 out of 5)
Loading...
Chiedi una consulenza
Ricevi notizie ed approfondimenti legali con la newsletter di Studio Legale Bordogna
close-image