Il Bosco Verticale – pillole di condominio

8 Febbraio 2016|Diritto Condominiale|

 

Molti di voi avranno sentito parlare del Bosco Verticale, il complesso progettato dall’architetto Stefano Boeri a Milano, vicino la stazione Porta Garibaldi e precisamente nel quartiere Isola. Alcuni per di più avranno potuto assistere allo sviluppo dei due palazzi, alti 110 e 76 metri, formati rispettivamente da 27 e 18 piani, per 113 appartamenti complessivi, ed ammirare come oggi si stagliano sullo skyline di una delle zone di Milano a maggior densità di grattacieli.

Il quartiere in cui sorgono è uno dei più felici e in pieno rilancio della città meneghina. E’ servito dalla stazione ferroviaria Milano Porta Garibaldi, da ben due linee della metropolitana (le cosiddette “la verde” e “la lilla”) e, probabilmente, potrebbe diventare il nuovo centro finanziario di Milano; tant’è vero che Unicredit, così come Axa, vi hanno già trasferito il proprio centro direzionale. Il quartiere non è solo sede di prestigiosi uffici, ma anche di molti locali trendy e di molti negozi monomarca di prestigio.

Per chi non abbia avuto modo di osservare il complesso architettonico, che ha vinto il premio International highrise award nel 2014 e il premio del Council on tall Buildings and Urban habitat come miglior architettura del mondo nel 2015, vi anticipiamo che la particolarità dei due palazzi è di aver installato nei balconi delle vasche dove accogliere non semplici piante d’appartamento, ma interi alberi e arbusti.

Il colpo d’occhio, una volta che la vegetazione avrà avuto modo di crescere ed acclimatarsi, sarà spettacolare e cambierà di stagione in stagione, oltre che di facciata in facciata. L’agronomo paesaggista Laura Gatti, che, insieme a Emanuela Borio, si è occupata del verde , ha predisposto le piante in modo da assecondare l’esposizione al sole. Si calcola che sulle facciate del Bosco Verticale vivranno più di cento specie di piante, differenti secondo il punto cardinale verso il quale è rivolto il balcone.

Si è stimato che lo spazio in orizzontale necessario per creare un bosco con 600 alberi e 5000 arbusti, come quelli utilizzati per il Bosco Verticale, avrebbe occupato ben 7.000 mq. Vi rendete conto quanto è sbalorditivo?

Questa innovazione del verde attuata dall’architetto Boeri ha comportato l’adozione di particolari accorgimenti tecnici, dovuti a molte difficoltà, come sostenere il peso delle piante o evitare che l’acqua di irrigazione ristagni e rovini l’edificio. Altrettanti accorgimenti sono stati installati per evitare che i rami cadano e causino incidenti o per limitare le vibrazioni dovute alla vicinanza di linee metropolitane e della stazione ferroviaria. Le sfide tecniche sono state molte e l’architetto Boeri le ha sicuramente affrontate nel migliore dei modi.

Quanto interessa allo Studio Legale Bordogna, però, oltre alla contemplazione puramente personale di un appassionato di design e di arte, è l’analisi di scelte tanto audaci sotto l’aspetto del diritto condominiale. Vivere in un Condominio di questo tipo, infatti, comporta sicuramente più attenzione che abitare in una costruzione convenzionale.

Ebbene, lo studio Boeri ha pensato anche a questo: sapendo che la chiave per l’impatto visivo della costruzione fosse l’attenzione dei dettagli e soprattutto la crescita e la cura delle piante, ha previsto che la manutenzione della vegetazione fosse demandata al Condominio e non ad ogni singolo proprietario, che potrebbe trascurarla. Il verde, pur essendo all’interno di un balcone privato, è infatti considerato un elemento decorativo, al pari di un fregio liberty su una facciata, e quindi la manutenzione è giocoforza centralizzata ed a carico del Condominio. La potatura, eseguita tre volte all’anno, e il sistema di irrigazione, sono compiti di cui i residenti non devono occuparsi, ma sono delegati all’amministratore.

Le piante che invece si affacciano sulla parte interna del balcone possono essere potate a piacere dal proprietario dell’appartamento, ma saranno necessariamente quelle più piccole e non visibili all’esterno, per non compromettere l’aspetto architettonico dell’edificio.

Se vogliamo fare un paragone con gli stabili convenzionali, possiamo considerare gli alberi sui balconi del Bosco Verticale come lo sviluppo del cortile comune. La sostanziale differenza tra i due è che i balconi del Bosco Verticale sono curati dal Condominio, ma di proprietà e godimento privato, mentre il cortile condominiale è parte comune utilizzabile da tutti gli abitanti del complesso.

Infine, un’ultima annotazione in merito agli accorgimenti tecnici per evitare che i rami cadano e causino danni ai passanti. Il sistema di protezione adottato consiste in funi che tese verticalmente e ancorate agli alberi, impediscono ad arbusti, fronde e rami di cadere al suolo. Le responsabilità per eventuali danni causati dalla possibile (ma improbabile) caduta di rami sarebbe pertanto a carico del condominio.

Anche Milano è grata a questi due meravigliosi palazzi, non solo per i premi e per l’attrazione verso la città, ma anche per il tanto verde che hanno regalato alla metropoli, che sotto questo aspetto è parecchio indietro rispetto alle altre grandi città europee.

Consigliamo a tutti i nostri lettori di passaggio a Milano di fare un salto nel quartiere Isola, per ammirare il presente e quello che potrebbe essere il futuro delle costruzioni abitative.

A presto! L’avvocato sempre con te!


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